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Agenda 2026 aperta Guidonia, Tivoli e Roma — rispondiamo entro ventiquattro ore

Ferma Tempo Nemi & Lele
Raccontaci la tua storia
Chi siamo

Due persone, due sguardi, una sola storia da raccontare.

Siamo Noemi e Emanuele — per tutti Nemi e Lele. Prima di essere due fotografi siamo una coppia, e si vede: è esattamente il motivo per cui le persone davanti a noi si rilassano in fretta.

Nemi e Lele abbracciati su un crinale, controluce al tramonto d’autunno
Autoscatto, un pomeriggio di fine ottobre.
Come è cominciata

«Mi sta battendo forte il cuore
mentre ti guardo»

Ci siamo conosciuti a una festa. È stata lei a invitarmi a uscire. Io ho accettato, poi l’ho guardata negli occhi e le ho detto quella frase lì — e le ho preso la mano per farle sentire che era vero.

Da lì è cominciato tutto, e non è mai più cambiato granché: continuiamo a raccontarci le cose guardandoci in faccia. Il resto, fotografia compresa, è venuto dopo.

Oggi viviamo insieme e lavoriamo insieme. Le due cose si assomigliano più di quanto sembri: in entrambe serve saper aspettare, e saper ascoltare.

Guarda lo stesso istante, fotografato in due

Uno per volta

Chi c’è dietro la macchina fotografica

Ritratto di Nemi con la macchina fotografica appoggiata alle ginocchia
Nemi · Noemi Michelini, 25 anni

Lo sguardo vicino

Guarda i particolari: le mani, le piccole cose, quello che succede in secondo piano mentre tutti stanno guardando altrove. Sono i momenti veri, e di solito nessuno si accorge che stanno accadendo.

Di professione è psicologa, e si sente: è quella che parla per prima, e quella che dopo dieci minuti vi avrà già fatto ridere.

Una curiosità: è un’anima libera, sta bene vicino al mare e dentro i propri sentimenti. Il suo animale guida è la manta.

Ritratto di Lele controluce, appoggiato a una parete
Lele · Emanuele Faraoni, 29 anni

Lo sguardo largo

Guarda il contesto: dove sbatte la luce, che energia c’è in una stanza, cosa lega le persone che ci stanno dentro. Sta un passo indietro finché la scena non si compone da sola.

Di mestiere è tecnico informatico, con la testa sempre rivolta a quello che si può costruire. Durante gli scatti parla poco — non per timidezza, per non interrompere.

Una curiosità: è un esploratore di montagne, sempre pronto a buttarsi in un’avventura. Il suo animale guida è l’orso.

Attrezzatura fotografica appoggiata su un tavolo prima di partire
Una strada di campagna al tramonto durante un viaggio di lavoro
Come è nato il nome

Una serata passata
a cercare la parola giusta

Ferma Tempo è nato in una serata creativa, di quelle in cui si butta giù di tutto e non va bene niente. Cercavamo qualcosa che dicesse l’attimo: una cosa che resta bloccata per sempre nella memoria.

È esattamente quello che fa una fotografia. Ferma l’attimo e lo immortala su un foglio di carta.

Dietro ci sono più di dieci anni di fotografia a testa, cominciati da autodidatti e proseguiti fra corsi professionali e l’accademia di belle arti con indirizzo fotografia. Il primo lavoro pagato, per entrambi, è stato un battesimo — e ce lo ricordiamo ancora.

Non è che siamo speciali. Siamo due esseri umani a cui piace raccontare, e raccontarsi. Nemi e Lele
Dietro le quinte

Il nostro modo di stare
dentro una giornata

Chi ci ha cambiato il modo di guardare è Sebastião Salgado: da lui abbiamo imparato che una fotografia vale per il rispetto che ha di chi ci sta dentro, non per quanto è bella.

Leggi il diario
Facciamo conoscenza

Ogni storia comincia
da un incontro

Scriveteci due righe. Anche solo per capire se siamo le persone giuste per raccontarvi.